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trotapian vista cornaggia

VCO-NOVARA-17-05-2020-- PREMESSA. Sulle splendide alture

del Vergante, nella terra dei due laghi, si possono dosare secondo le proprie capacità bellissime escursioni, più o meno lunghe, difficilmente faticose, sempre estremamente panoramiche e rilassanti. Con tempo incerto, tanta neve fresca in alto, prestigiosi soci al rientro da infortuni, anche i Trotapian possono aver voglia di prediligere la buona compagnia e la buona tavola alle prestazioni atletiche.

GITA  N. 6 – O 24 Periplo del Monte Cornaggia

28 NOVEMBRE 2019

Dislivello: 350 m. Tempo totale: 4 h. Sviluppo: 10,86 km

Al bar del Tigros di Ghevio si spaventano poco dopo l’alba di un giovedì nuvoloso nel vedere una ventina di nulla-facenti che entrano in ordine sparso vestiti da montagna. Ci sono anche una giovane signora ed una fanciulla nel gruppo dei ventuno, oltre ad un esordiente. Il ventiduesimo è stato dimenticato a Pieve Vergonte per un disguido e ci raggiungerà un po’ più tardi. Lo scrivente ed altri due amici sono al rientro dopo infortuni più o meno lunghi. C’è troppa neve fresca in alto ed anche i più forti, la nostra serie A, qui si concedono una giornata di riposo. Il giro ad anello odierno, sulle alture del Vergante, parte da Fosseno, sopra Nebbiuno, in località Lavarina, 626. Parcheggiamo nell’ampio spiazzo al termine di un tratto di strada sterrata. Ci dirigiamo verso nord e saliamo, in 20’, al Sasso del Pizzo, 763. Ci sono una grande croce di sasso ed un meraviglioso punto panoramico con panchine che, abbinate alla scarsa voglia di faticare odierna, c’inducono alla prima sosta per guardarci attorno. Le nuvole disordinate e i giochi di luce del sole seminascosto esaltano la bellezza dei paesaggi. Nel cielo ad oriente una lunga striscia orizzontale arancione incornicia il primo mattino. A nord tanta neve scesa nei giorni scorsi, che, a queste altezze, era tanta pioggia. Alcuni tratti di sentiero sono ancora ruscelli, nelle aree pianeggianti si sono formati laghetti ed io, astutamente, ho scelto scarponi leggeri che s’inzuppano subito. Proseguiamo in dolcissima salita fino al Giogo del Cornaggia, 823 (30’). Di qui il sentiero ci porta in 15’ in vetta al Monte Cornaggia, 921. La flemma di oggi ci induce ad una immeritata pausa – colazione. Scendiamo brevemente a sinistra (occidente) fino ad una pista sterrata che seguiamo sempre diretti a nord. Nella valle alla nostra sinistra percorre i suoi primi passi il torrente Agogna. Dopo 55’ arriviamo ad una cappella, teniamo la destra e gradualmente viriamo verso sud, seguendo una pista sterrata con tante pozzanghere, a volte veri e propri laghetti. Ci sono mucche al pascolo: in queste zone, per loro, l’inverno è molto breve. Dopo 10’ siamo all’Alpe Carà, 747. Più avanti l’Alpe Ariola, 695 (25’) e la località Pianzaghi (35’). In 15’ raggiungiamo le auto e ci trasferiamo a Paruzzaro. Qui vicino, a Oleggio Castello, abita l’organizzatrice della gita odierna, che ha prenotato al Circolo ACLI un ottimo pranzo. Il rapporto qualità/prezzo, come in altri circoli che frequentiamo dopo le nostre escursioni, è eccezionale. Sazi e riposati, un paio d’ore più tardi, ci dirigiamo verso casa.

Gianpaolo Fabbri

 

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