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necrologi

locomotore

E' ora che ognuno di noi si interroghi  e faccia sentire la propria voce. Un anno fa riferendomi all'uscita dell'Inghilterra dall'UE avevo detto "l'Italia ha grosse opportunità se sarà capace di dotarsi di un buon Governo di diventare con Francia e Germania il motore dell'UE" e concludevo dicendo che perdere tale treno sarebbe stato incomprensibile. Successivamente l'Italia ha avuto un Governo voluto da Di Maio e Salvini non dal loro elettorato il quale il 4 marzo aveva fatto delle scelte ben precise su chi scegliere; ciò nonostante hanno fatto il Governo, e come prima cosa hanno indicato nell'UE la causa di tutti i mali dell'Italia e poi si sono dedicati con grande impegno a peggiorare la nostra situazione. Una nazione è forte se è seria e credibile peccato che non è il nostro caso, per esserlo bisogna lavorare – lavorare – lavorare cioè fare, se si è deboli qualsiasi raffreddore aggrava la situazione per cui prima ci si cura prima si guarisce. A questo punto bisognerebbe chiedere a Salvini cosa vuole fare da grande perché il matrimonio che ha fatto non è stato gradito e non ha prodotto nulla di buono. Ora deve decidere se imporsi e impegnarsi a rifare l'Italia senza più perdere tempo o staccare la spina e pensare al Nord, perché non possiamo permetterci che il tempo lavori contro di noi. L'Italia è come un treno merci che ha due locomotori uno in testa e l'altro in coda essi dovrebbero produrre energia nello stesso senso di marcia (voglia di fare finalizzata alla crescita) mentre vanno in senso opposto. A questo punto o lavorano insieme per far diventare seriamentee produttivo e autosufficiente il Sud, utilizzando le sue indiscusse bellezze e caratteristiche senza se e senza ma e così facendo si otterrebbe una trasformazione tale dell'Italia che diventerebbe un paese forte e ricco e tutti gli italiani ne beneficerebbero. Ma se ci fosse opposizione nel realizzarlo e per l'ennesima volta il Sud fosse solo utilizzato per avere potere politico è ora che ognuno si assumi le proprie responsabilità e i territori scelgano percorsi diversi, ma una cosa che ognuno di noi non deve mai dimenticare è che Roma siamo Noi e chi è al Governo deve lavorare per il bene del paese non per farlo arretrare.

Piero Gaido – 13 febbraio 2019