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necrologi

scheda referendum matita

VCO- NOVARA- 21-09-2020-- L'Italia era in condizioni

socio economiche pietose e invece di fare sacrifici per risolvere i debiti e fare tutte quelle cose necessarie per risalire la china hanno sperperato miliardi per marchette elettorali, di slogan e annunci ne abbiamo sentiti un'infinità, tutto si è fermato per incapacità, per avversità al fare, per contrapposizioni del fare, quando c'erano decisioni da assumere o cose da risolvere il sistema era ed è rimandare, poi si è messo pure il covid19, quei pochi soldi che ci sono invece di spenderli per ciò che serve realmente vengono sprecati in assistenzialismo assurdo, in bonus di ogni genere assurdi e ancor più assurdi quando chi ne beneficia potrebbe tranquillamente farne a meno, e poi assistiamo al teatrino delle varie indignazioni.

Chi ci governa si è reso conto che il contribuente si sta stancando di tutte quelle promesse finalizzate a raddrizzare la rotta dell'Italia mai fatte (riforma della giustizia, lotta all'evasione, abbassamento delle tasse, lotta all'abusivismo, all'inefficenza nell'apparato pubblico, il problema del Sud mai risolto nonostante che la maggior parte dei parlamentari siano sempre stati del Sud, la disoccupazione, l'abolizione dei privilegi) e si sono trovati a dover scegliere se fare realmente le riforme che servono al paese, o fare qualcosa che costa qualcosa a loro, ma che consenta comunque di continuare a fare ciò che fanno, e poi pavoneggiarsi di averlo fatto, ciò oltretutto ha garantito, salvo problemi interni, di garantirsi il prolungamento dell'utilizzo delle tanto care demonizzate poltrone.

Come cittadini i benefici della riduzione dei parlamentari sono quasi irrilevanti, perchè senza la riforma della Costituzione Italiana (essa è stata fatta 72 anni fa, ora inderogabilmente bisogna apportare tutte quelle modifiche necessarie visto che siamo nel 2020) si avrà un probabile peggioramento dell'efficenza della nostra macchina istituzionale, da notare poi più che il numero dei parlamentari ci costano le loro incapacità e inesperienze e il danno delle scelte demagogiche.

A urne chiuse ci sentiremo dire: abbiamo vinto anche se, o abbiamo perso ma, l'unica cosa certa che Loro hanno vinto ancora una volta non facendo la vera riforma.

Se poi riflettiamo sul fatto che ci dicono che siamo in ritardo di più di 40 anni una domanda sorge spontanea la/le riforme chi deve farle noi o loro e in questi 40 anni dove erano? Sono gli stessi che quando ci fu data la possibilità col referendum del 20 dicembre 2016 fecero quadrato contro (compreso una parte non di poco peso dello stesso partito che lo propose) perchè abbattere chi lo propose era più importante che il bene del paese (l'ammodernizzazione).

Altra cosa che ci siamo sentiti dire è che il mare di soldi, miliardi, che l'UE ci ha messo a disposizione è stata una conquista del centro sinistra. Secondo me è vero solo in una piccola parte, perchè l'UE si è trovata a fare una scelta: concedere qualcosa in più all'Italia o rischiare di trovarsi a dover dialogare con un eventuale Governo meno servile, e ha scelto quello che più le conveniva, perchè nelle stanze dei bottoni UE sanno benissimo i tanti problemi che l'UE ha,  sono la naturale conseguenza che l'UE è stata costruita partendo dal tetto (poltrone) e non dalle fondamenta e nonostante ciò aver continuato ad allargarla, e non avendo intenzione di rifarla hanno scelto anche loro il male minore(elargire qualche soldo in più).

Continuare ad annunciare con slogan e promesse di ogni genere ammodernamenti vari senza prima ammodernare la Costituzione Italiana è come avere un cellulare di ultima generazione e la trasmissione dati a segnali di fumo o partecipare a una gara di formula uno con una macchina a pedali, molto probabilmente buona parte dei soldi che saranno spesi saranno sprecati perchè senza rifare le fondamenta dell'talia non si va da nessuna parte, ed è un problema che ha anche l'Europa.

Piero Gaido

Domodossola 21-09-2020 h.15:01