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VCO- 04-11-2019- Marilena Panziera in questo editoriale

ci racconta lo svilupoo del progetto legato alla polenta di Beura:

Anno 2013

Luglio

È una calda giornata estiva il Sindaco del Comune di Beura Cardezza Davide Carigi, Pierfranco Midali presidente dell’Associazione Produttori Agricoli, Lorenzo Ferrari, Mirco dell’Orsi , Veronica Bertolini produttori e poi Antonello Bergamaschi, Paolo Valoti e io, Marilena, tecnici…Tutti insieme saliamo le scale del Municipio per arrivare in sala consiliare, dove presenteremo alla stampa il nostro progetto, si chiama Polenta di Beura. È una novità in Ossola, perché a parte alcune piccole produzioni famigliari o piccoli esperimenti senza seguito, è da più di 50 anni che non si coltivano cereali per l’alimentazione umana, mentre il nostro intento è di lanciare una farina di mais per polenta sul mercato e creare una produzione locale che sia identificativa del territorio ossolano.

Mentre saliamo i gradini, alle nostre spalle si sente un brusio e si distinguono alcune frasi, il nostro pubblico non sembra molto convinto della bontà del nostro progetto, anche se ancora non ne consce i termini e la sostanza.

Finalmente la conferenza inizia, ci sbilanciamo con piacere con la stampa che sembra felice ed interessata all’idea, in particolare il giovane Ciurleo che seguirà negli anni l’evoluzione del prodotto inclusa la fase di Expo2015, un po’ meno entusiasti altri partecipanti che stigmatizzano l’iniziativa del Comune tacciandola di essere “un inutile spreco di denaro pubblico”…

Novembre

Finalmente la raccolta, dopo un’estate a tratti siccitosa, l’assalto dei cinghiali respinti con l’aiuto del Comprensorio caccia VCO3 e la paura di non far capire che cos’è una farina integrale macinata a pietra, dopo anni di bramate, moyenne e valsugane varie, partiamo con la macinatura inizialmente in Valtellina, perché da noi un mulino a pietra non esiste. La farina torna… bella, dorata e confezionata sottovuoto, a chi la vendiamo ora? Per risolvere questo problema si rivelerà prezioso l’aiuto dei grossisti locali, professionali e lungimiranti che ci danno via via una mano a lanciare il prodotto, il loro contributo è determinante insieme a quello del compianto Giano Galeazzi che la cucinerà nella presentazione ufficiale che faremo in dicembre…

Anni 2014, 2015

Si continua a lavorare, stavolta senza “soldi pubblici”, tutto fatica e anticipazioni di cassa, per fortuna il prodotto riesce a collocarsi bene, malgrado persistano resistenze e ahimè anche maldicenze, a sorpresa anche imitazioni…ma questo ci fa solo coraggio, se copiano vuol dire che funziona… facciamo anche dei progetti in questi anni, partecipiamo a bandi, cerchiamo visibilità, ma è una gran fatica, prima di noi viene il resto del mondo: selvaggina, formaggi, ecc… non siamo sufficientemente resilienti ( cosa vorrà poi dire sta parola???) . Ma il salto di qualità è imminente, grazie al PSR della Regione Piemonte e ad una buona dose di coraggio stiamo per realizzare il nuovo mulino…Mirco, Veronica e Lorenzo impegnano tempo e denaro per ristrutturare un vecchio capannone e l’acquisto della moderna attrezzatura di molitura e confezionamento fa il resto.

Anno 2016

Finalmente è il 21 di novembre, giorno dell’inaugurazione del nuovissimo mulino, piove a dirotto, ma che di più non potrebbe piovere, chissà… alla cerimonia non verrà nessuno…e invece circa 200 persone onorano con la loro presenza il nuovo mulino e le Sciopatel servono con entusiasmo il grazioso buffet che hanno predisposto. È una festa bellissima, piangeremo di commozione nel ricordare quel momento. Per fortuna che in questa buia serata ci consolano, nella sala dell’Alberghiero Rosmini gli chef Stefano Allegranza, Giorgio Bartolucci, Andrea Ianni, William Vicini e Antonio Doria, che si sono sbizzarriti ad inventar ricette con la Polenta di Beura, prestigiosi testimoni della validità del prodotto.

Anni 2017 e 2018

Come nella migliore tradizione quando i figli sono grandi se la cavano da soli. Io, Valoti e Antonello siamo oramai solo degli amici per i produttori, il Comune di Beura detiene il marchio commerciale “ Polenta di Beura” e nella denominazione di origine comunale ha perimetrato la zona di produzione, definito le caratteristiche d’origine ed organolettiche del mais che viene usato per la produzione: vitreo e di discendenza dai primi mais importati dal Messico, macinato a pietra ed integrale, per mantenere aroma e principi nutritivi, una scelta semplice che garantisce un prodotto lineare e genuino. Cosa avremmo sperato di più? Oltre alla presenza nei migliori ristoranti della provincia? Oltre alla diffusione capillare del prodotto? Oltre ad aver fatto da apripista a tutta una serie di altre realtà? Forse che non basta la nascita di un’azienda agricola nuova? Aver valorizzato un comune ossolano, di cui nessuno prima conosceva l’esistenza non è cosa sufficiente? non è raro che quando viaggio per lavoro mi venga chiesto : ma sta Beura dov’è ? E io rispondo che l’Ossola non è solo Cascata del Toce, D di Domodossola e Santuario di Re, esiste anche la piana, che al netto degli insediamenti industriali, conserva paesi e monumenti di valore, insomma non avrei sperato così tanto…

Anno 2019

La polenta di Beura da ottobre di quest’anno ha un nuovo cliente si chiama Osteria Francescana è un ristorante che negli ultimi anni è stato valutato tra i primi 3 migliori e poi nel 2018 come il migliore del mondo …ecco non avrei sperato così tanto… davvero

Marilena Panziera