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soldi mani tempo o
VCO-09-03-2020- Siamo abituati, nel linguaggio comune,

a vedere il mutuo solo come il prestito che fa una banca. Il mutuo riguarda invece anche il rapporto tra privati (lo prevedono gli articoli 1813 e seguenti del codice civile). Il mutuo è un contratto secondo il quale una persona o una banca (chiamata mutuante) presta del denaro a un’altra persona (chiamata mutuatario). Il mutuo può essere a titolo gratuito (cioè alla scadenza il mutuatario deve restituire la stessa somma ricevuta) o a titolo oneroso (cioè alla scadenza il mutuatario deve restituire la somma ricevuta oltre a una certa percentuale di interessi). Normalmente il mutuo prevede delle rate e il mancato pagamento anche di una sola rata ha come conseguenza che il mutuante può chiedere l’immediato pagamento dell’intera somma residua.
Si ha il reato di usura quando, a seguito di un mutuo, una persona si fa dare o promettere interessi o altri vantaggi usurari. La pena prevista va da due a dieci anni di reclusione e la multa da cinquemila a trentamila euro.
Per comprendere se i tassi sono usurari, ci sono dei parametri previsti dalla legge 108/1996. Ogni tre mesi, il Ministero delle Finanze stabilisce il tasso effettivo globale medio (TEGM) praticato dalle banche quando prestano soldi. Il TEGM aumentato di un quarto e con l’aggiunta di ulteriori quattro punti, indica il limite oltre il quale il tasso di interessi è considerato usurario e quindi contrario alla legge.
Attualmente e fino al 31 marzo 2020, il tasso usurario va da un minimo di 6,92% per le garanzie ipotecarie a un massimo di 23,17% per gli scoperti senza affidamento. I tassi cambiano ovviamente a seconda del tipo di contratto bancario o finanziario che viene stipulato.

Carlo Crapanzano