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VCO-13-01-2020- In Italia è consentito l'utilizzo

degli animali ai fini scientifici e sperimentali soltanto quando, per ottenere il risultato ricercato, non sia possibile utilizzare un altro metodo o una sperimentazione scientificamente valida che non implichi l'impiego di animali vivi. Lo prevede il Decreto Legislativo 26/2014 che recepisce una Direttiva dell’Unione Europea del 2010.
Gli esperimenti si applicano agli animali vertebrati vivi non umani (comprese le forme larvali capaci di alimentarsi autonomamente e le forme fetali di mammiferi a partire dall'ultimo terzo del loro normale sviluppo) e ai cefalopodi vivi. Sono esclusi i primati non umani, i cani e i gatti, tranne sia necessaria la sperimentazione solo con questi tipi di animali, ma dev’essere il Ministero della salute ad autorizzare la sperimentazione di volta in volta.
Non possono essere usati animali che siano classificati in via d’estinzione né che siano prelevati dal loro stato selvatico. Possono essere usati animali allevati esclusivamente per la sperimentazione e questa deve avvenire solo all’interno degli stabilimenti autorizzati dal Ministero della salute. Sono comunque vietati gli esperimenti che rendono afoni gli animali (cioè esperimenti che tolgono loro la voce).
Vi è l’obbligo di usare l’anestesia e gli analgesici per far loro sopportare il dolore, ma gli animali possono essere usati più volte per altri esperimenti.
Finite le procedure di sperimentazione, se è possibile, l’animale verrà inserito in un habitat che si avvicini a quello naturale. L’eventuale soppressione degli animali, se è inevitabile, deve avvenire in modo che arrechi il minimo dolore e la minima sofferenza possibili.
Presso il Ministero della salute vi è il Comitato nazionale per la protezione degli animali usati a fini scientifici che ha l’obbligo di vigilare sulla corretta applicazione della legge.
Gli animali utilizzabili per la sperimentazione sono il topo, il ratto, il porcellino d'India, il criceto siriano (o dorato), il criceto cinese, il gerbillo della Mongolia, il coniglio, il cane, il gatto, la rana, il pesce zebra e tutte le specie di primati non umani.

 Carlo Crapanzano