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VCO- 23-09-2019- La prescrizione è l'estinzione

di un diritto decorso un certo tempo ed è prevista per legge. La prescrizione ordinaria, se non è previsto un termine diverso, è di dieci anni. Esistono tuttavia prescrizioni più brevi a seconda del diritto che viene tutelato. Ad esempio, la prescrizione per il risarcimento del danno da fatto illecito è di cinque anni, così come la richiesta del pagamento di una multa al codice della strada. Esistono prescrizioni ancora più brevi: due anni per il risarcimento da incidente stradale; un anno per la provvigione del mediatore; tre anni per gli onorari professionali degli avvocati, notai e professionisti in genere; tre anni per pagare il bollo auto; un anno per pagare i premi assicurativi;  sei mesi per pagare una stanza d'albergo, ecc. Se entro il termine di prescrizione, quest'ultima non viene interrotta, si perde il diritto. Ad esempio, se un avvocato non manda una lettera raccomandata al suo cliente per essere pagato degli onorari entro tre anni da quando ha finito il lavoro, l'avvocato perde il diritto a essere pagato, e così via. La prescrizione può essere interrotta con una lettera raccomandata e, da quel momento, comincia a decorrere da capo (nell'esempio dell'avvocato, se viene mandata una raccomandata dopo due anni e mezzo, ad esempio, da quel momento ricomincia a decorrere il termine di tre anni). La decadenza si differenzia dalla prescrizione perché può essere legale o su accordo delle parti. In questo caso è il mancato esercizio di un diritto entro un termine previsto per legge o su accordo delle parti che fa perdere il diritto stesso. Ad esempio, se si acquista un oggetto che risulta avere un vizio, si hanno solo otto giorni dalla scoperta del vizio per chiedere la sostituzione o la riparazione; dieci giorni per contestare un viaggio organizzato; trenta giorni per recedere da una polizza vita; e così via.

Carlo Crapanzano