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cina dicembre 2017 20171209 043209

Se Pechino è il vero e proprio simbolo del grande Paese di Mezzo (Chung Kuo), e le visite che è possibile effettuare in questa città ne danno evidente prova (dall’escursione alla Grande Muraglia, alla visita alla Città Proibita, alla scoperta del Tempio del Cielo - solo ad elencarne alcune, quelle che più si affacciano nell’immaginario collettivo), la grande sorpresa è la città di Pingyao. Tutti conoscono l’importanza che i simboli hanno avuto e continuano ad avere per i cinesi, tutti conoscono, anche solo per sentito dire, lo Yin e lo Yang, ma pochi sanno che la pianta della città di Pingyao fu realizzata nella forma del “bangua” (otto numeri). Un potente simbolo che racchiude in se le più antiche credenze, in cui si concreta uno degli elementi culturali che sono fondanti anche per la Cina di oggi, il Taoismo. La dice lunga il fatto che nel dover scegliere l’ambientazione di uno dei più popolari film di Zhang Ji Mou, “Lanterne Rosse”, sia stata scelta Pingyao, che nelle sue costruzioni, nella parte vecchia della città conserva la tradizione più antica di questo immenso paese. Un viaggio in Cina, che non può prescindere dalla sua millenaria storia, è anche un viaggio rivolto al futuro e l’abbinamento di Pechino (durante la cui visita sono previste soste per cogliere il prorompente slancio verso il futuro) a Pingyao (custode dei valori più antichi) ne renderà ragione.

Il primo giorno è stato di viaggio, il 2° giorno siamo arrivati a Pechino, con un giro orientativo della città con sosta al centro olimpico costruito in occasione dei Giochi della XXIX Olimpiade del 2008. La struttura viene anche chiamata il “Nido d'uccello” ha una capienza di 91 000 spettatori ed stato progettato dagli architetti svizzeri Herzog & de Meuron e dall'architetto cinese Li Xinggang. La sua forma a culla con intreccio di componenti in acciaio, che ricorda un traliccio di legno, ben si confà con la definizione di "Nido d'uccello". Il design nasce dall'idea di un singolo filo avvolto attorno ad un gomitolo. Si prosegue la visita al tempio dei Lama con il più grande Buddha in legno al mondo. Le dimensioni del tempio sono straordinarie. Ha cinque cortili in fila. Il layout strutturale frontale del tempio è ampio e luminoso. E’ caratterizzato da muri scolpiti con bassorilievi, statue e archi decorati. Il pavimento interno porta alle sale principali. I pini sempreverdi e gli alberi di cipresso contribuiscono a creare un ambiente tranquillo e appartato. Il layout strutturale posteriore è composto da un gruppo di edifici, sale e padiglioni che si fondono l’uno con l’altro.

Il 3° giorno lo abbiamo dedicato alla visita alla Grande Muraglia, celebre opera di ingegneria militare, una delle più famose meraviglie del mondo inclusa nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco sin dal 1987. Proprio come un enorme drago, la Grande Muraglia si snoda su e giù per montagne e attraverso deserti e praterie, percorrendo un totale di 21.196.chilometri dalla costa est fino ai deserti a ovest. Successivamente, siamo rientrati a Pechino e abbiamo fatto un giro per gli Hutiong (sono vicoli formati da file di siheyuan,le tradizionali abitazioni a corte). I complessi residenziali o quadrilatero (Siheyuan) le case ad un piano e con cortile interno, che costituiscono la vecchia Pechino, e rappresentano una tipica architettura residenziale popolare cinese. Uno siheyuan standard di solito è costituito da un complesso rettangolare con case ad un piano disposte sui quattro lati secondo i punti cardinali e un cortile interno. Pechino oggi ha ancora circa 400.000 cortili residenziali e il governo municipale ha indicato alcuni di questi complessi come complessi da proteggere.

Il 4° giorno lo abbiamo dedicato alla visita di Pechino, con sosta alla piazza Tienanmen (“Porta della Pace Celeste”), simbolo della Cina di ieri e di oggi. Piazza Tienanmen è la più grande piazza al mondo, con i suoi 440.000 metri quadrati e può ospitare circa un milione di persone per pubbliche celebrazioni o raduni. Ospita il Monumento nazionale ai caduti, il Grande Palazzo del Popolo, il Museo nazionale di Cina e il Mausoleo di Mao Zedong. A nord troviamo la Città Proibita e a sud il Tempio del Cielo. Abbiamo visitato anche la città proibita. Nel 1961 la Città Proibita è stata inserita nell'elenco degli importanti monumenti storici, sotto la speciale protezione da parte del Governo centrale cinese. Nel 1987 fu nominata come Patrimonio Culturale Mondiale dall'Unesco. E' stata riconosciuta come uno dei cinque più importanti palazzi al mondo (gli altri Quattro sono il Palazzo di Versailles in Francia, Buckingham Palace nel Regno Unito, la Casa Bianca negli Stati Uniti e il Cremlino in Russia). Nel pomeriggio visita al tempio del cielo, noto anche come Tempio del Paradiso, è un complesso di edifici culturali taoisti che si trova nella parte meridionale di Pechino. In questo tempio l’imperatore si recava ogni solstizio d’inverno per adorare il Cielo e a pregare solennemente per ottenere un buon raccolto. Cena. Dopo la cena passeggiatina sulla via Wangfujing, uno dei viali più famosi di Pechino, ideale per lo shopping. Per quasi tutta la sua lunghezza, la strada è proibita al traffico di automobili e veicoli motorizzati.

Il 5° giorno dopo il trasferimento alla stazione ferroviaria, siamo partiti per Pingyao in treno veloce. Ci sono tre importanti beni Nazionali Protetti a Pingyao, ovvero le Mura cittadine, il Tempio Shuangxiu e il Tempio Zhenguo.Pranzo libero. Il 31 dicembre 1997, Pingyao venne inclusa nella lista del Patrimonio dell’umanità dell'UNESCO.

Il 6° giorno ci siamo recati a Qixian per visitare la casa residenziale di Qiao dove è stato registrato il film Lanterna Rossa, del 1991 diretto da Zhāng Yìmóu, basato sul romanzo Mogli e concubine di Su Tong. Racconta la storia di Songlian (Gong Li), una diciannovenne che, negli anni venti del secolo scorso, lascia l’università per entrare in una famiglia rigidamente tradizionale, sposando un uomo che ha già tre mogli.Con questa opera la Cina si affaccia alla ribalta cinematografica. Per rivivere l’atmosfera basta anche passeggiare per strada di notte, quando vengono accese le numerosissime lanterne rosse.  La città vecchia è perfettamente conservata, da vedere le mura cittadine, quasi completamente originali, il tempio taoista intitolato al Dio della città, il tempio di Confucio, un complesso enorme che contiene il più antico edificio della cittadina. La città si compone di due parti molto diverse: la prima è definita “città antica” e si concentra all’interno delle alte mura di epoca Ming, mentre la seconda è la porzione più recente e si sviluppa al di fuori delle mura. La cinta muraria di Pingyao venne costruita nel 1370 e le sei porte furono collocate una sui lati settentrionale e meridionale e due sui lati orientale e occidentale: una disposizione che fece guadagnare alla città il soprannome di "città tartaruga", poiché richiamava alla mente l’immagine dell'animale. La nostra vacanza giunge al termine, ed il 7° giorno rientriamo a Pechino, abbiamo ancora del tempo libero per la visita al mercato locale. Facciamo anche una Cena dell’arrivederci con l’Anatra Laccata; è senza dubbio uno dei piatti più rinomati della cucina tradizionale cinese; le origini storiche di questa ricetta risalgono alla dinastia mongola Yuan (1206 – 1368), dove l’anatra laccata era un lusso esclusivo dell’imperatore e della famiglia reale. Solamente dal 1911 gli chef ne diffusero la ricetta quando, dopo aver abbandonato la corte dell’imperatore Qianlong, lasciarono la Città Proibita e aprirono numerosi ristoranti sparsi nelle città. E' ora di rifare i bagagli e rientrare in Italia, con le immagini indimenticabili di questo paese nel cuore.

Christian Bertolini - Monique Girod Viaggi